Dati & Ricerche

Salute orale: i dati della prevenzione

Negli ultimi decenni la prevenzione ha contribuito a migliorare la salute orale degli italiani. Dedichiamo più tempo all’igiene quotidiana e, grazie a diversi fattori come lo spazzolamento, il fluoro, l’educazione alimentare e i controlli periodici, la carie nei più giovani si è ridotta in modo significativo.

Ma il traguardo non è ancora raggiunto. Il tempo medio dedicato allo spazzolamento resta inferiore ai due minuti raccomandati, la carie interessa ancora molti bambini e la placca, se non controllata, può danneggiare non solo i denti ma anche le gengive. Per questo la prevenzione rimane fondamentale: deve iniziare dai gesti quotidiani, accompagnare ogni fase della vita e adattarsi al rischio di ciascuna persona.

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01 — Il tempo della prevenzione

Lo spazzolamento dura di più, ma non ancora abbastanza

Negli anni ottanta gli italiani dedicavano in media circa 40″ allo spazzolamento. Oggi il tempo è più che raddoppiato, segno di una maggiore attenzione all’igiene orale. Rimane però ancora distante dall’obiettivo indicato dagli esperti: spazzolare accuratamente tutte le superfici dei denti per almeno due minuti, due volte al giorno.

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Perché proprio due minuti? Gli studi scientifici mostrano che, all’aumentare del tempo di spazzolamento, migliora la rimozione della placca. I 120 secondi rappresentano il giusto compromesso tra efficacia e praticità quotidiana e consentono di detergere con attenzione tutte le superfici dei denti. Il beneficio, però, dipende non solo dalla durata, ma anche dalla qualità dello spazzolamento: è importante dedicare la giusta attenzione a ogni dente e a tutte le superfici della bocca.

Tempo medio di spazzolamento
0 SECONDI
  • 46 secondi dagli anni Ottanta
  • 96 secondi a oggi
  • Obiettivo: 120 secondi (2 minuti!)

Mancano ancora, in media, 24 secondi per raggiungere i due minuti raccomandati.

02 — L’impatto della prevenzione

Quando la prevenzione diventa un’abitudine, la carie diminuisce

L’indice DMFT (Decayed, Missing and Filled Teeth), che misura il numero di denti permanenti cariati, mancanti o otturati, è uno dei principali indicatori utilizzati per descrivere l’esperienza di carie nella popolazione. Nei dodicenni italiani il valore medio è passato da 6,9 denti cariati alla fine degli anni Settanta a 1,09 negli anni più recenti.

Il cambiamento è riconducibile a una combinazione di fattori, tra cui la maggiore attenzione all’igiene orale, la diffusione dell’uso dei dentifrici al fluoro, una crescente attenzione alla prevenzione e l’evoluzione dell’assistenza odontoiatrica.

Riduzione dell’indice DMFT nei dodicenni

- 0%

6,9 denti cariati alla fine degli anni Settanta

1,09 negli anni più recenti

In Italia, dalla fine degli anni Settanta a oggi.

03 — Prevenzione continua

La carie è diminuita, ma non è scomparsa

I progressi ottenuti negli ultimi decenni dimostrano l’importanza della prevenzione. La carie, tuttavia, rimane una delle patologie croniche più diffuse già durante l’infanzia. Per ridurne ulteriormente l’impatto è necessario intervenire precocemente, promuovendo corretti comportamenti di igiene orale e contrastando le disuguaglianze sociali e territoriali che ancora condizionano il rischio di malattia e l’accesso alla prevenzione.

La carie nei bambini in Italia

0%

dei bambini tra 1 e 9 anni presenta carie non trattata nella dentizione decidua, secondo le stime OMS riferite al 2019.1

Solo il 0%

dei dodicenni esaminati nella seconda indagine epidemiologica nazionale italiana risultava completamente privo di lesioni cariose secondo i criteri ICDAS.2

04 — Perché spazzolare i denti minimo 2 volte al giorno?

Il processo comincia dal biofilm

La placca non è un semplice deposito che si accumula sui denti. È un sottile strato composto da milioni di microrganismi che aderiscono alla superficie dentale formando quello che gli esperti chiamano biofilm dentale. I batteri presenti nel biofilm utilizzano gli zuccheri introdotti con l’alimentazione e producono acidi che possono indebolire lo smalto e favorire la comparsa della carie.

Se la placca non viene rimossa con regolarità, il biofilm si organizza, matura e diventa più difficile da controllare. Lo spazzolamento quotidiano serve proprio a interrompere questo processo.

Tempo di maturazione del biofilm
12–24 ORE

Ecco perché occorre spazzolare i denti almeno 2 volte al giorno.

spazzolamentomaturazione del biofilm

il tempo indicato perché il biofilm raggiunga uno stadio di maggiore patogenicità.

05 — Dalla placca alle gengive

Non solo carie: la placca può coinvolgere i tessuti che sostengono i denti

L’accumulo di placca batterica non favorisce soltanto la carie, ma può provocare anche una risposta infiammatoria dei tessuti gengivali. Nelle fasi iniziali può comparire una gengivite, caratterizzata da arrossamento, gonfiore e sanguinamento, una condizione ancora reversibile se adeguatamente trattata. In alcune persone, se l’infiammazione persiste e si associa ad altri fattori di rischio, può svilupparsi una parodontite. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica che interessa i tessuti di sostegno del dente e determina una progressiva perdita di attacco e di osso alveolare. Nelle forme più avanzate può provocare mobilità dentaria e, fino alla perdita degli elementi dentari. La parodontite è inoltre associata a diverse condizioni sistemiche, in particolare al diabete e alle malattie cardiovascolari, e sono state documentate relazioni anche con alcune patologie respiratorie. Mantenere gengive sane significa quindi prendersi cura di una componente importante della salute generale.

Malattie Parodontali in Italia

Si stima che circa 6 adulti italiani su 10 presentino una qualche forma di malattia parodontale, con livelli di gravità differenti.

Le forme più severe interessano circa 9 milioni di adulti, pari al 15,7% della popolazione adulta.

06 — Alimentazione, salute orale e salute generale

Gli zuccheri rappresentano un fattore di rischio comune

Ogni volta che consumiamo zuccheri, i batteri del biofilm producono acidi che abbassano il pH della placca e favoriscono la demineralizzazione dello smalto. Per la carie non conta soltanto la quantità complessiva, ma anche la frequenza con cui snack, caramelle e bevande zuccherate vengono assunti durante la giornata.

Consumo medio di zucchero in Italia
Quantità raccomandata dall’OMS 25–50 g Consumo medio di zucchero in Italia 83 g 0 25 50 75 100 grammi al giorno per persona

a fronte di una quantità raccomandata dall’OMS compresa tra 25 e 50 grammi al giorno.

07 — Protezione quotidiana con il fluoro

Lo spazzolamento rimuove la placca, il fluoro aiuta a difendere lo smalto

Il fluoro favorisce la remineralizzazione dello smalto e lo rende più resistente agli attacchi acidi prodotti dai batteri. La sua efficacia preventiva dipende anche dalla concentrazione presente nel dentifricio e dal modo in cui viene utilizzato.

Dopo lo spazzolamento è preferibile sputare il dentifricio in eccesso senza risciacquare abbondantemente: in questo modo il fluoro rimane più a lungo a contatto con i denti e può continuare a svolgere la propria azione protettiva.

Concentrazione efficace
almeno 1.000 ppm a bassa concentrazione 0 500 1.000 1.500 la concentrazione di fluoro

la concentrazione di fluoro associata a una maggiore efficacia nella prevenzione della carie rispetto ai dentifrici non fluorati o a bassa concentrazione.

Nei bambini il dentifricio deve essere utilizzato nelle quantità indicate e sotto la supervisione di un adulto.

08 — Diagnosi precoce e rischio individuale

Prevenire significa arrivare prima del dolore

Carie e malattie gengivali possono svilupparsi senza sintomi evidenti. Quando compare il dolore, il problema può aver già raggiunto tessuti più profondi e richiedere trattamenti più complessi.

Anche l’assenza di sanguinamento non garantisce sempre che le gengive siano sane: il fumo, per esempio, può ridurre la manifestazione di questo segnale e mascherare l’infiammazione.

I controlli periodici permettono di individuare precocemente le patologie e devono essere programmati in base al rischio della singola persona, non secondo una frequenza uguale per tutti.

Intervalli personalizzati
12–24 mesi · per pazienti a basso rischio 3–4 mesi · per soggetti ad alto rischio 0 mesi 6 mesi 12 mesi 18 mesi 24 mesi

La frequenza deve essere definita dal dentista sulla base della storia clinica, delle condizioni generali e dei fattori di rischio.

09 — Prevenzione nei bambini

Proteggere i molari prima che compaia la carie

Nei bambini le superfici masticatorie dei molari presentano solchi profondi nei quali placca e residui alimentari possono accumularsi facilmente. Quando indicata dal dentista, la sigillatura crea una barriera fisica che protegge queste zone difficili da raggiungere con lo spazzolino.

La procedura è particolarmente utile dopo l’eruzione dei molari permanenti e deve essere controllata nel corso delle visite periodiche.

Riduzione della carie sulle superfici masticatorie

solchi profondi nei quali placca e residui alimentari possono accumularsi facilmente

la sigillatura crea una barriera fisica che protegge queste zone

oltre il70–80%

la riduzione riportata per le sigillature correttamente applicate, mantenute e monitorate.

10 — La prevenzione come cultura condivisa

Informazione e controlli trasformano le conoscenze in salute

La prevenzione non dipende soltanto dalle scelte individuali. Servono informazioni comprensibili, iniziative sul territorio e occasioni concrete di incontro con il dentista.

Il Mese della Prevenzione Dentale lavora da oltre quattro decenni per rendere la prevenzione più vicina alle persone, attraverso visite di controllo, percorsi di approfondimento e il coinvolgimento volontario dei professionisti ANDI.

L’impegno del Mese della Prevenzione Dentale

oltre 0

dentisti volontari coinvolti ogni anno.

oltre 0

visite di controllo gratuite realizzate nel corso dell’iniziativa.

La prevenzione produce risultati quando diventa una cultura della salute, accessibile e continuativa.

Fonte: presentazione ANDI, Oral Health Prevention: ANDI Commitment and Institutional Focus.